The ‘Americans’ di Robert Frank per lo spot Chrysler trasmesso al Superbowl

Ho atteso con grande trepidazione, come tutti gli anni,  la grande finale del Superbowl, l’incontro che sancisce la squadra vincitrice della National Football League Americana stagione dopo stagione. Con tutte le edizioni che ho visto sono diventata oramai una grande esperta di spallate e tackle, ed infatti ho imparato a difendere la mia nuova Canon durante i concerti rock dagli attacchi dei fan piu’ veementi :) . Guardare il Superbowl significa, per me, anche aspettare con ansia gli intervalli per godermi gli spot … si gli spot pubblicitari… che tradizione vuole siano i piu’ belli, i piu’ ricercati e premiati della storia della pubblicita’ targata USA. Questa edizione non ha deluso assolutamente le mie aspettative (certo come non ricordare il povero Justine Timberlake colpevole del Nipplegate), anzi ho scoperto che a farla da ‘leone’ quest’anno, e’ il nostro amico Marchionne con il nuovo modello della Chrysler. Ecco il video:

L’agenzia creativa e’ la Wieden + Kennedy della sede di Portland, mentre il regista e’ Samuel Bayer (quello del video dei Nirvana ‘Smells like Teen Spirit’ ). Lo spot e’ indubbiamente stupendo,  ogni scelta risulta azzeccata: dalla scelta della retorica della citta’ industriale che rinasce dalle proprie ceneri, ai riferimenti agli storici ‘workers’ del settore automobilistico, al protagonista – il rapper Eminem – che di Detroit ha fatto la sua citta’ fino alla soundtrack che e’ appunto ‘Lose Yourself’ tratta dal film sulla sua vita 8Mile.  Ma quello che ho veramente amato in questi 2 minuti sono i tagli fotografici delle inquadrature che mi ricordano uno dei capolavori indiscussi della fotografia moderna, il ‘The Americans’ di Robert Frank; eccone alcuni esempi facilmente individuabili nei frames del video precedente:

I grattacieli, le aree dismesse, i murales, la bandiera a stelle e strisce solitaria al tramonto, lo sguardo di un passante colto di sorpresa, la ripresa dal basso di una squadra che si allena, i particolari pian piano svelati del conducente, un teatro che si ‘fa riconoscere’ dalle luci delle insegne, i dettagli dell’auto che sicuramente stiamo gia’ desiderando. 

E alla fine il messaggio veicolato da Sergio Marchionne, novello Cristoforo Colombo: ”This is Detroit, This is What We Do… ”. Chissa’… Come sarebbe vedere Fabri Fibra uscire da Mirafiori alla guida di una Panda??? Sergio proviamoci!

 

Inserito in fotografi, musica, spot, Uncategorized | Etichette , , | 2 commenti

Le grandi donne della storia… cosa ci direbbero oggi?

In questi giorni stiamo assistendo su Facebook ad una forma di denuncia sugli ultimi scandali sessuali del governo molto particolare: le utenti scelgono come immagine del proprio profilo la foto di una donna che e’ stata, o lo e’ attualmente, meritevole nel campo scientifico, artistico o di lotta civile… Abbiamo ripreso familiarita’ cosi con i volti di Rita Levi Montalcini, Margherita Hack, Anna Magnani, Tina Modotti, Marie Curie, Anna Stepanovna Politkovskaja solo per citarne alcune… E’ una iniziativa a cui sto partecipando anche io, sul mio profilo, con la foto di Milena Gabanelli di Report che stimo per professionalita’ e dedizione alle sue inchieste giornalistiche. Al di la’ della denuncia politica; che messaggio possiamo trarre da questa iniziativa? Ho trovato molto interessante a tale proposito il contributo di Sheryl Sandberg, manager di Facebook, rilasciato durante lo scorso TED WOMAN. Lo stile di Sheryl mi piace molto: e’ schietta, divertente,  accattivante con esempi mai banali puntualizza la condizione femminile al cospetto dei grandi centri di potere. Nel video vengono affrontati molti temi ma piu’ di tutti mi ha colpito l’esempio dell’esame e su come le donne in genere sottostimano le proprie capacita’, dividono sempre i meriti per un buon lavoro con il team di cui fanno parte e non negoziano il proprio apporto cosi come farebbero i colleghi uomini. Ecco un buon punto di partenza!

Ruby perche’ hai sottostimato le tue capacita’ intellettuali?

Inserito in attualita', Donne, Uncategorized | Etichette , | 1 commento

L’innovazione e gli investimenti non sono merce di scambio

Ho seguito, come tutti, le evoluzioni del referendum su Mirafiori con enorme interesse poiche’ l’operato di Marchionne potrebbe creare una svolta fondamentale per il comparto automotive italiano. Marchionne, al di la’ delle considerazioni personali sull’uomo, ha dato alla FIAT una credibilita’ internazionale e finanziaria senza precedenti, ed infatti, a livello imprenditoriale, ha svolto il suo ruolo in maniera egregia e professionale… Il presupposto da cui e’ partito mi ha invece molto deluso: utilizzare un congruo piano di investimenti come merce di scambio da barattare al ‘tavolo’ di negoziazione degli operai.

Innovare, investire, fare ricerca sono funzioni aziendali imprenscindibili ad una crescita sana e duratura in qualsiasi settore; e questa imposizione cosa dovrebbe significare, che prima di Marchionne nessuno in FIAT prevedeva di dover fare investimenti? Prima di Marchionne chi rispondeva del livello di competitivita’ internazionale della FIAT? I responsabili di queste funzioni esistono e non certo sono gli operai, che come me, continuano ad acquistare esclusivamente veicoli FIAT, credendo che il ‘made in Italy’ sia ancora espressione di qualita’ e creativita’.
La lettura che voglio dare a questa vicenda e’ la seguente: Marchionne ha scelto la via di contrattazione piu’ immediata e sicura ovvero fare leva sulla ‘sua’ forza lavoro per rilanciare la FIAT, ‘forza lavoro’ che probabilmente lo vede impegnarsi in prima persona quotidianamente per dare un nuovo corso all’ azienda e che ha deciso comunque di ‘fidarsi’.
Sarebbe tuttavia anche opportuno che Ruby uscisse dalle stanze del governo per far posto a discussioni piu’ importanti per il futuro dei lavoratori italiani.

Sergio a quando il nuovo modello FIAT ‘targato’ dalla tua gestione?

Inserito in attualita', aziende | Etichette , | 2 commenti

Girl Geek emPOWERment!

Il prossimo febbraio festeggero’ il mio primo anniversario come girl geek dinner, ovvero ragazza appassionata di internet e nuove tecnologie e perche’ no, anche di cene! :)

Ma in cosa consistono in pratica le girl geek dinners? Sono incontri informali, piu’ o meno frequenti, di donne dei piu’ svariati ambiti professionali che hanno in comune una grande passione: la rete e l’information technology in tutte le sue svariate declinazioni, e che provano una smisurata gioia nel condividere le proprie competenze con altre ‘colleghe’! Aggiungiamo a questo un aperitivo e dell’ottimo vino, offerti entrambi dallo sponsor di turno che avra’ battagliato per essere l’eletto, l’invidiato, l’unico nome pronunciato tutta la serata da queste girls e l’evento e’ servito! (certo l’impegno necessario affinche’ tutto sia pronto per tempo e’ pari forse solo a quello per il festival di Sanremo).

Comunque, al di la’ della connotazione formativa e allo stesso tempo ludica della serata, c’e’ un ulteriore aspetto che mi ha da sempre catturato: la capacita’ di fare empowerment.

Chiediamo a Wikipedia (fresca fresca di compleanno decennale) una mano sul significato di empowerment:

processo che dal punto di vista di chi lo esperisce, significa “sentire di avere potere” o “sentire di essere in grado di fare“. È un concetto multilivello, che rinvia ad un livello individuale e ad uno sociale e di comunità. Appare così il frutto del concorrere del senso di padronanza e di controllo raggiunto dal soggetto, (livello psicologico) e delle risorse\opportunità offerte dall’ambiente in cui il soggetto vive (livello sociale e di comunità).

Le parole -chiave- di questa definizione per me sono: consapevolezza professionale della propria individualita’, senso di appartenenza ad una comunita’, padronanza di risorse specifiche, scoperta di nuove opportunita’… Ecco che gli incontri geek possono essere considerati la metafora stessa della rete, ovvero strumento libero, accessibile a tutti e che, se sfruttato in maniera intelligente, accresce il proprio valore!

La prossima girl geek dinner per la Toscana sara’ a marzo; vi ho incuriosito abbastanza per farvi accorrere tutte in massa?

Inserito in geek, Io, lavoro, Toscana | Lascia un commento

Il teatro di David Bowie

Mentre sfoglio il nuovo numero di XL di questo mese, mi blocco incantata sulla copertina che ritrae il duca bianco David Bowie. Divoro l’articolo fino alla fine tutto d’un fiato, ma ritorno su un particolare che mi ha piacevolmente colpito: forse non tutti sanno che David all’inzio della sua carriera ha scelto di lavorare sulle sue doti sceniche affiancandosi ad un maestro del teatro e mimo inglese Lindsay Kemp.


Lindsay puo’ anche essere definito un precursore dell’arte circense che oggi ammiriamo durante gli spettacoli del Cirque du Soleil, grazie alle sue molteplici capacita’ di visionario esteta, ballerino e mimo; infatti non a caso David lo scelse per la messe in scena dei suoi concerti Ziggy Stardust.

Guardando Lindsay durante le sue performance, mi domando quanti livelli espressivi e comunicativi riesce a governare contemporaneamente, mentre io da spettatrice faccio fatica a concentrarmi anche su un solo aspetto: il suo sguardo mi cattura, i suoi movimenti sono lenti e ipnotici, la scelta musicale e’ fortemente suggestiva, la resa delle luci e dei colori farebbe invidia a qualsiasi set fotografico, lo spettacolo finale non puo’ essere giudicato una semplice esibizione quanto un omaggio di un artista ad un pubblico di privilegiati.

La notizia pero’ piu’ interessante e’ che Lindsay e’ in Toscana e lo sara’ sembra ancora per poco: c’e’ qualcuno che vorrebbe accompagnarmi da lui? :)

Inserito in Uncategorized | Lascia un commento

Nan Goldin:”Pictures come out of relationships, not observation”.

Dopo aver parlato di Knight, vorrei approfondire un altro tipo di visione artistica, sicuramente piu’ intimistica e personale, quella di Nan Goldin. Nan e’ una fotografa americana nata nel 1953, ha esposto nei principali musei di arte moderna nonche’ al Tate di Londra questa estate, quando ho avuto la fortuna di vedere dal vivo alcuni dei suoi scatti.
La visione della Goldin sulla fotografia e’ probabilmente quella che considero piu’ suggestiva e vicina ai miei intenti di fotoamatrice:” I sometimes don’t know how I feel about someone until I take his or her picture…”

Anche per me e’ cosi: i miei scatti migliori sono spesso – come si direbbe in gergo – ‘rubati’ , ovvero frutto di uno sguardo o di un gesto non voluti ma che, allo stesso tempo, percepisco come caratterizzanti del soggetto fotografato. Sempre riportando le parole di Nan:” The instant of photographing, instead of creating distance, is a moment of clarity and emotional connection for me.”
La fotografia nell’ultimo anno mi ha regalato tantissime emozioni e mi ha permesso di condividere la mia ‘storia’ con le persone che amo e che in molti casi sono lontane dalla mia quotidianita’.
Le foto di Nan raccontano i suoi affetti, amici, amanti e tutto riflette la sua ricerca espressiva: riappropiarsi dei ricordi, anche quelli piu’ dolorosi, dopo aver superato l’angoscia che li ha contraddistinti.

”I don’t ever want to be susceptible to anyone else’s version of my history.” Nan Goldin

Inserito in fotografi, Io, Uncategorized | Lascia un commento

Wii Sport, Jane Fonda and Just dance2

Per questo Natale mi sono regalata un giochino nuovo per la mia Wii: ovvero Just Dance 2. Dopo aver letto le critiche poco lusinghiere sul suo predecessore Just Dance, avevo deciso di aspettare e semmai optare per la Kinect della Sony Xbox 360; tuttavia, come mio solito, non ho saputo resistere e in quattro e quattr’otto mi sono trasformata in una ballerina al pari dei concorrenti dei reality dance stile MTV best dance crew… umm… forse cosi e’ un po’ esagerato ma era per dare l’idea :) . Comunque tornando al gioco… devo ammettere di essere pienamente soddisfatta del mio acquisto -legale-: il rilevamento dei movimenti del corpo e’ alquanto preciso anche se il sistema prende a riferimento il telecomando impugnato dalla mano destra, e la necessita’ di eseguire piroette e passi di breakdance ti porta in breve tempo a dimenticare di avere il controller e a migliorare il proprio ‘groove’. Questi i miei brani preferiti e relative coreografie:

  • Satisfaction di Benny Benassi
  • Call me di Blondie
  • Rockafeller Skank di Fatboy Slim
  • I want you back dei The Jackson 5
  • Hot Stuff della regina Donna Summer
  • Tik Tok di Ke$ha (ebbene si)
  • That’s not my name dei The ting tings
  • A-punk dei Vampire Weekend
  • Wake me up before you go go  , Wham!
  • Hey Ya! , Outkast

Devo riconoscere che la Wii mi ha riavvicinato al mondo dei videogame dopo averlo abbandonato in tarda adolescenza, quando avevo sempre a mio disposizione qualche cugino o amico piu’ grande pronto a mostrarmi l’ultimo trick necessario per passare al livello successivo di qualsiasi gioco…

Relagata momentaneamente la console ad accessorio di design, decisi pero’ di dedicarmi alla collezione dei fantastici VHS di workout della mitica Jane Fonda: ora vi invito seriamente a riguardare quei video e sara’ facile capire come tutto lo staff della Wii/Nintendo debba seriamente omaggiare la Fonda per aver educato milioni di persone al movimento appreso attraverso uno schermo!

Prossima mossa della Nintendo? Umm… Vediamo: Il karaoke c’e', il teatro c’e', la cucina e le ricette ci sono, le band e gli strumenti anche, l’inglese c’e’ … beh direi che un bel gioco stile Cirque du Soleil non mi dispiacerebbe!

 

Inserito in Io, musica, Uncategorized, videogame | Etichette , , | Lascia un commento